“Mind the Gap” (Fare Attenzione al Vuoto). Immagino che gia conosci questo avviso classico della metropolitana londinese, che ti avverte di fare attenzione al vuoto tra il binario ed il treno. Ma vi voglio parlare di un altro tipo di “vuoto”: quello che qualcuno spesso percepisce nei percorsi professionali non lineari.
Sei anche tu una persona dalle mille passioni che ha fatto scelte coraggiose e non necessariamente convenzionali, lungo il tuo cammino — scelte che potrebbero essere etichettate come “gap” professionali?
Recentemente, esplorando diverse opzioni di lavoro, ho partecipato a colloqui e processi di selezione aziendali. Un esercizio illuminante, durante il quale ho notato un tema ricorrente nelle conversazioni: un’inquetudine palpabile legata ai miei “gap” di esperienza lavorativa. Laddove io vedo un bagaglio di esperienze diverse e preziose, fuori ufficio, certe strutture tradizionali sembrano vedere un vuoto da difendere e giustificare, piuttosto che ricchezze da raccontare.
In alcuni casi, quando nel curriculum si trovano dei periodi passati via dalla “scrivania”, il tono sembra cambiare. C’e’ forse il presupposto che se non stai scalando ai vertici aziendali, significa che stai fermo, senza crescere?
Mentre intraprendo una nuova missione di volontariato al estero — unendomi per due settimane a un’organizzazione no-profit dedicata alla conservazione ambientale — mi torna in mente quanto questa etichetta sia fuori strada.
I miei “gaps” nel curriculum non sono spazi vuoti; sono stagioni di crescita intenzionale e profonda.
Ridefinire lo spazio “Intermedio”
Sebbene un curriculum possa includere delle interruzioni dall’impiego tradizionale, la mia evoluzione professionale e’ stata tutt’altro che stagnante. Quei periodi rapprensentano alcuni dei miei laboratori di sviluppo piu’ validi:
- Imprenditorialita’: accumulando oltre 1200 ore di coaching con centinaia di clienti internazionali, aiutando persone a tracciare e navigare le proprie trasformazioni professionali e private, e a raggiungere obiettivi di vari livelli tramite la mia attivita Gr8fool;
- Apprendimento: ottenendo certificazioni professionali, approfondendo nuove materie, trasformando sconosciuti in amici e mentori, e svoltando vecchie prospettive che avevo e ormai superate;
- Viaggi in Solitaria: navigando tra nuovi luoghi e culture diverse, accettando molte sfide e affinando in tempo reale le mie capacita’ di adattamento e di problem-solving;
- Volontariato: dedicando tempo a cause comunitarie e ambientali, seguendo la mia passione e profonda curiosita’ per prospettive allargate e globali, e nutrendo i miei valori fondamentali di avventura e contributo.
Percorsi Diversi – Valore Uguale
C’è un valore immenso nella costanza di chi rimane nell’ambiente aziendale per molti anni — e l’ho fatto anche io, dedicando 18 anni alla stessa organizzazione multinazionale. Quella continuità costruisce una tipologia specifica di competenze fondamentali. Tuttavia, esiste un valore altrettanto importante nella prospettiva ed esperienza che si acquisiscono quando si sceglie di fare un passo diverso, e uscire dai sentieri battuti.
Alcuni sono ancora dell’idea che lo sviluppo professionale avvenga solo dietro una “scrivania”. Le competenze che ho perfezionato o acquisito facendo coaching, studiando, viaggiando e volontariato non sono “extracurricolari”, sono altamente trasferibili.
Non credo che tutti si debbano limitare ad una nicchia unica. Mi sento a mio agio nel dare consulenza su corporate governance e compliance tanto quando nel accompagnare clienti attraverso trasformazioni profonde, o nel fare volontariato nelle scuole o sul ponte di una nave. Un percorso nutre l’altro, creando un professionista che non e’ solo tecnicamente preparato, ma anche profondamente umano e adattabile.
Quando ci si fa coraggio di lasciare la sicurezza di un impiego aziendale, per trovarsi davanti a incertezze e paure pur di crescere ed esplorare, si diventa una visione rinnovata con una cassetta di attrezzi (capacita’ e strumenti) più ricca e diversificata.
Cambiare la Conversazione
Se vedi un “gap” in un curriculum – compreso il tuo – ti invito a cambiare approccio alla conversazione. Invece di chiedersi perché c’e’ un vuoto di “lavoro convenzionale” e sentire il bisogno di giustificarlo, proviamo un approccio piu curioso e a domandarsi: come si e’ cresciuti grazie a quell’esperienza?
Una carriera non deve per forza essere una linea retta per avere successo. È possibile tenere aperte più porte nello stesso momento, e progettare un percorso che sia tanto strategico quanto colorato. Per me, significa riuscire ad applicare un piu ampio set di qualita’ combinate su vari contesti.
Cambiare prospettiva e iniziare a vedere queste scelte coraggiose non come “vuoti” o “gap”, ma come capitoli che rendono l’intera storia molto più forte.